La nascita degli Orti Botanici
è legata a quella della scienza sperimentale, ed avviene in periodo
rinascimentale. L'esigenza per le Scuole di Medicina nel '500 era infatti
quella di disporre di piante officinali fresche per gli studenti che
dovevano apprenderne riconoscimento e utilizzo.
I primi Orti Botanici nascono in Italia a partire dalla prima metà
del 1500, il più antico del mondo viene considerato quello dell'Università
di Pisa, creato tra il 1543 ed il 1544 da Luca Ghini (1500-1556), docente
di medicina presso l'Università di Bologna e chiamato a Pisa
dal Gran Duca di Toscana Cosimo I. Al Ghini si deve inoltre la fondazione
dell'Orto di Firenze nel 1545. Nello stesso anno il senato della Repubblica
Veneta istituisce a Padova un Horto medicinale per lo studio e la coltivazione
delle specie officinali e l'acclimatazione di quelle esotiche (AUDUS
& HEYWOOD, op. cit.). Questo Orto Botanico ha conservato nei secoli
parte del suo disegno originale ed è attualmente il più
antico tuttora esistente nello stesso luogo di fondazione.
Questi primi Orti Botanici
accademici, raccolgono la tradizione monastica degli orti dei semplici
e diventano nel tempo degli importanti centri di ricerca che fanno della
conservazione una delle loro principali funzioni. In questo senso il
Ghini può essere considerato come l'antesignano dello studio
e dell'insegnamento della botanica moderna; con lui si abbandona il
metodo tradizionale di commentare le opere e gli erbari illustrati e
ha inizio l'osservazione diretta delle specie presenti in natura o coltivate
nelle "scuole botaniche", nascono le raccolte sistematiche
e i primi erbari. Presto in tutta Europa si segue l'esempio italiano
con rinnovato interesse e profondo rigore scientifico. Sorgono così
numerosi e importanti orti accademici, come quelli di Leiden nel 1577,
Lipsia nel 1580, Heidelberg e Montpellier nel 1593.