(Tratta da: Mossa L. et Del Prete C., 1992. L'Orto
Botanico dell'Università di Cagliari S.T.ASS., Palermo)
A Cagliari il primo Orto
Botanico, fu impiantato tra il 1762 e il 1769, in località Su
Campu de Su Re nei pressi di Viale Regina Margherita, che ancora oggi
alcuni conoscono come "Sa Butanica". Questo primo tentativo
era però destinato al fallimento a causa delle inadeguate condizioni
della località (tipo di suolo ed esposizione ai venti salsi provenienti
dal mare). Della creazione dell'attuale Orto Botanico si cominciò
nuovamente a parlare nel 1820 quando venne individuato nella valle di
Palabanda il terreno sul quale attualmente sorge. In precedenza la valle
era appartenuta all'ordine dei Gesuiti e in seguito alla soppressione
dell'ordine incamerata nel patrimonio reale. Dieci anni dopo un certo
Stefano Berberis ne ottenne la concessione per impiantarvi un vivaio
di gelsi con annesso stabilimento per l'allevamento dei bachi da seta.
Lo stabilimento proseguì
la sua attività sino al 1793 quando il Barberis, essendo di Brá
(Cuneo) dovette abbandonarlo in seguito alla cacciata dei piemontesi
dall'isola. Dopo il fallimento del gelseto, alcuni anni dopo, la proprietà
passò all'Avv. Giovanni Cadeddu, che vi impiantò tre ettari
di vigneto e utilizzò il caseggiato come casa rustica. Fu in
questa casa, della quale attualmente non rimane traccia, che fu organizzata
e scoperta la congiura di Palabanda, mirante a rovesciare dal trono
Vittorio Emanuele I. L'Avv. Cadeddu, ritenuto uno dei promotori della
congiura fu impiccato nella vicina Piazza d'Armi. La zona divenne così
malfamata, e venne adibita a discarica pubblica. Il terreno fu acquistato
dall'Università nel 1863 e il progetto fu affidato all'Architetto
Gaetano Cima. I lavori di sterro iniziarono nel 1864 sotto la guida
del fondatore, Prof. Patrizio Gennari, coadiuvato dal giardiniere Giovanni
Battista Canepa, già giardiniere presso l'Orto Botanico di Genova.
L'inaugurazione avvenne il 15 novembre del 1866. Il fondatore ed i primi
capo-giardinieri realizzarono un Orto-modello allo scopo di acclimatare
piante esotiche tropicali attraverso la realizzazione di un arboreto.
L'impianto dell'Orto fu
difficile a causa dei pochi mezzi e della poca acqua (per giunta salmastra)
a disposizione. Nonostante le difficoltà ai primi del '900 il
disegno del fondatore era stato raggiunto: "Un Orto modello destinato
a svolgere presso di noi l'industria orticola, uno stabilimento dei
meglio disposti per ragione di clima a grandi esperienze di acclimatazione
e un vero vivaio degli Orti Botanici del continente" (Cavara, 1900).
Durante la seconda guerra mondiale l'Orto fu sede di un battaglione
di cavalleria ed ebbe a subire numerosi danni al suo patrimonio vegetale.
Fortunatamente la biblioteca e l'erbario erano stati trasferiti a Ghilarza
(OR) in una chiesa sconsacrata.