Il pozzo, scavato in prossimità
del confine con l'Anfiteatro romano, è di dubbia origine romana,
mentre era senz'altro presente in epoca spagnola. Si tratta con ogni
probabilità del medesimo pozzo che lo Spano cita come fontana
di Palabanda, destinata, ancora ai suoi tempi (........), ad uso pubblico.
La profondità di questo pozzo è di circa 50 metri, la
presenza e la ricchezza in acqua di questa falda è stato uno
degli elementi che hanno determinato il successo dell'Orto Botanico
di Cagliari. Il nome di libarium deriva dal fatto che, secondo alcuni,
gli antichi attori che si esibivano nell'anfiteatro andavano a dissetarsi
utilizzando l'acqua di questo pozzo. L'acqua veniva un tempo pescata
con il sistema antico della noria azionata da cavalli o asinelli, ancora
in uso nel Campidano sino alla fine degli anni '50. A conferma di ciò,
esiste tuttora traccia della pista circolare che l'asinello, di proprietà
dell'Orto Botanico, doveva percorrere per azionare il sistema. L'acqua
estratta da questo pozzo, unitamente a quella proveniente dal pozzo
di La Vega veniva un tempo commercializzata e considerata la più
limpida della città, grazie alla sua relativa distanza dal mare.
Il sollevamento dell'acqua con pompa sommersa ne consente tuttora l'utilizzo
nell'impianto di irrigazione dell'Orto.
Per maggiori informazioni
consultare la tappa
23 del percorso virtuale.