Secondo i più recenti sistemi di classificazione
le "gimnosperme" non possono essere considerate un gruppo
omogeneo (vedere lo schema tassonomico) pertanto sono state scisse in
4 Phylum differenti (Cycadophyta, Ginkgophyta, Coniferophyta,
Gnetophyta). Questi gruppi hanno in comune alcuni caratteri, come
quello di non avere fiori evidenti, non possedere ovari provvisti di
stilo e stimma, avere i semi non racchiusi in un carpello (non vi sono
frutti, al massimo pseudo-frutti) ma portati, in genere, all'ascella
di una squama legnosa. gimnosperma significa appunto seme nudo; anche
gli ovuli, che poi fecondati formeranno i semi, non sono racchiusi in
un ovario come quelli delle Angiosperme.
Le "gimnosperme" sono comparse sulla terra nel Mesozoico,
circa 280 milioni di anni fa, prima quindi delle Angiosperme.
L'impollinazione è quasi sempre affidata al vento (impollinazione
anemofila). Una caratteristica importante dal punto di vista ecologico
è la struttura dei vasi di trasporto di questo gruppo, caratterizzato
dall'avere fibrotracheidi, anzichè trachee come nelle Angiosperme
(con l'eccezione delle Gnetofite). Le fibrotracheidi sono più
sottili delle trachee ed abbinano la funzione di sostegno a quella di
trasporto delle sostanze nutritive. A causa del ridotto lume delle fibrotracheidi
il trasporto di acqua e sali minerali dalle radici verso l'apparato
fogliare è meno efficente che nelle Angiosperme e questo costringe
le "gimnosperme" ad adottare accorgimenti per il risparmio
dell'acqua. Le fibrotracheidi d'altro canto sono maggiormente resistenti
ai danni causati da prolungate fasi di aridità. Per questo motivo
le "gimnosperme" sono specie generalmente in grado di sopportare
un certo grado di aridità edafica. Un'altra caratteristica che
consente di distinguerle dalle Angiosperme è il numero di foglioline
cotiledonali (le prime foglioline che si formano durante la germinazione):
nelle Angiosperme sono una o due (monocotiledoni o dicotiledoni), mentre
nelle "gimnosperme" sono in numero variabile. La fecondazione
e la maturazione dei semi sono più lente che nelle Angiosperme,
in alcuni casi per l'intero ciclo riproduttivo possono occorrere anche
tre anni. Sono tutte piante legnose (alberi, arbusti o liane), non vi
sono piante acquatiche e solamente poche sono epifite (vivono cioè
su altre piante). Sono distribuite in quasi tutto il mondo e dominano
la vegetazione di molte delle regioni più fredde. Tra le "gimnosperme"
vi sono gli individui più alti, massicci e longevi del mondo
vegetale (e di tutti gli organismi viventi).
Gli adattamenti delle "gimnosperme".
A causa della struttura dei vasi di trasporto
(fibrotracheidi) che hanno un'efficienza inferiore rispetto a quelli
delle Angiosperme (trachee), le "gimnosperme" sono state costrette
ad elaborare una serie di adattamenti per limitare l'evapotraspirazione
e quindi il fabbisogno di acqua. Questo ha fatto si che siano spesso
ben adattate alla vita in ambienti che, per ragioni legate al clima
dell'area o alla struttura del suolo, risultano essere più o
meno aridi. Questi adattamenti sono evidenti soprattutto analizzando
la struttura fogliare delle "gimnosperme", sovente caratterizzata
da una ridotta superficie ed una spessa cuticola che ricopre (ed impermeabilizza)
la faccia superiore della foglia (struttura aghiforme). Gli stomi, attraverso
i quali avvengono gli scambi gassosi della pianta e quindi la perdita
di acqua sotto forma di vapore acqueo, sono posizionati sulla pagina
inferiore della foglia aghiforme, ordinati in linee stomatiche e "affondati"
in una cavità imbutiforme riempita da materiale ceroso. L'adattamento
delle "gimnosperme" ad ambienti con un elevata aridità
edafica (del suolo) le rende particolarmente adatte ad alcuni habitat
della Sardegna; si pensi al ginepro coccolone (Juniperus oxycedrus
ssp. macrocarpa) che vive sulle dune costiere, o al ginepro turbinato
(Juniperus turbinata), o ancora al Pinus halepensis presenti
allo stato spontaneo in zone costiere rocciose.
Ginkgoaceae
A questa famiglia attualmente appartiene 1 sola specie vivente: Ginkgo
biloba, presente nell'Orto Botanico. I primi rappresentanti di questo
gruppo apparvero nel Permiano e piante quasi identiche a Ginkgo biloba
sono presenti in fossili di quasi 200 milioni di anni. Questa specie
antichissima non ha relazioni strette con nessun gruppo oggi vivente.
Si può considerare un fossile vivente.
Phylum Coniferophyta
Le conifere sono il Phylum più importante
delle "gimnosperme", per numero di specie, distribuzione,
abbondanza e utilizzi. Comprendono 7 famiglie, 60-65 generi e più
di 600 specie. Questo gruppo si è originato nel Carbonifero,
circa 300 milioni di anni fa. Il nome conifere è dovuto al fatto
che la maggior parte delle specie che ne fanno parte portano i semi
in strutture chiamate coni. I coni proteggono ovuli e semi e facilitano
anche l'impollinazione e la dispersione. In queste strutture vi è
un asse sul quale sono impiantate delle squame (squame ovulifere). Le
squame sono generalmente legnose e sottese da delle brattee più
o meno evidenti. I ginepri (genere Juniperus) possiedono squame
carnose e colorate che le fanno assomigliare a bacche, sono invece degli
pseudo-frutti: i galbuli. Anche il Tasso (Taxus baccata) ha delle
strutture carnose e rosso vivo (arilli) che avvolgono parzialmente i
semi. Molte delle famiglie attuali si sono sviluppate nel Mesozoico,
tra il Triassico ed il Giurassico. Oggi sono particolarmente abbondanti
nelle regioni fredde, come la taiga, costituita prevalentemente da foreste
di conifere. L'impollinazione è sempre anemofila (ad opera del
vento). Gli ovuli di molte conifere secernono una gocciolina appiccicosa
alla quale aderiscono i pollini portati dal vento. I granuli pollinici
di molte Pinaceae hanno due sacche aerifere, con la funzione di facilitare
il trasporto del polline da parte del vento. Le famiglie di conifere
presenti nell'Orto Botanico sono: Cupressaceae, Pinaceae, Podocarpaceae,
Taxaceae, Araucariaceae.
Cupressaceae
Famiglia costituita da circa 29 generi e 110-130 specie, comprende alberi
o arbusti in genere sempreverdi, con legno e foglie spesso aromatici.
Foglie con canali resiniferi. E' una famiglia cosmopolita, circa i ¾
delle specie si trovano distribuite nell'emisfero boreale. A questa
famiglia appartengono i generi Juniperus (i ginepri), Cupressus
(tra cui il cipresso), Thuja e Taxodium (tra cui il cipresso
di palude, Taxodium distichum), Sequoia e Sequoiadendron (le
sequoie). I coni possono avere un aspetto carnoso e ricordare così
delle bacche (come in Juniperus) o essere costituiti da squame
appiattite formanti coni di forma differente da quella della classica
pigna, come ad esempio quelli del cipresso comune (Cupressus sempervirens).
Il legno prodotto dalle specie di questa famiglia è molto pregiato.
Si tratta spesso di un legno odoroso e molto duro, particolarmente resistente
a marciumi e attacchi di insetti xilofagi. A questo proposito basta
pensare al legno di ginepro utilizzato per le travi delle case; a Cagliari
vi sono edifici che conservano travi di ginepro vecchie di secoli ancora
in ottime condizioni. Questo legno è tanto duro da essere stato
utilizzato in passato in Sardegna anche nella realizzazione di "chiodi"
e da aver ispirato il modo di dire sardo "conca 'e zinnibiri"
(testa di ginepro) per indicare una persona particolarmente testarda.
Nell'Orto Botanico è presente Juniperus turbinata.
Pinaceae
Famiglia comprendente circa 10 generi e 220 specie di alberi, di rado
arbusti, spesso con corteccia o foglie molto profumate, canali resiniferi
nel legno e nelle foglie. Rappresentano la principale famiglia di conifere,
la più importante economicamente ed ecologicamente. Piante in
genere sempreverdi [poche ma importanti eccezioni come il Larice (Larix
decidua), abbondante sulle Alpi]. Hanno coni a forma di "pigna"
e semi quasi sempre dotati di una lunga ala terminale. Le Pinaceae
sono distribuite quasi esclusivamente nell'emisfero boreale, in climi
freddi, nei quali costituiscono le principali componenti forestali,
ed in alcune delle foreste di zone temperate o calde percorse regolarmente
dal fuoco, come in aree a clima di tipo mediterraneo. Questa famiglia
è una delle più importanti fonti di legname del mondo,
con il legno di Pinus (pini), Larix (larici), Picea
(pecci), Pseudotsuga (douglasie); dal legno di alcune specie
di pini viene estratta resina e trementina. Molte specie di questa famiglia
sono utilizzate anche come ornamentali. Nell'Orto Botanico sono presenti
Pinus halepensis.
Taxaceae
Famiglia con 5 generi e 20 specie. Alberi o arbusti di piccole dimensioni,
non o poco resinosi. Il legno è privo di canali resiniferi. Specie
dioiche, raramente monoiche. I coni sono assenti, gli ovuli solitari
maturano in un seme dall'involucro esterno indurito associato ad un
arillo (un escrescenza dell'asse che porta il seme) carnoso e vivacemente
colorato, idoneo alla dispersione tramite animali (zoocora). In maggioranza
si trovano nell'emisfero boreale. In Sardegna (ed in Italia) è
presente la sola specie Taxus baccata. Il tasso è una
specie coltivata a scopo ornamentale, dal legno, molto duro, utilizzato
un tempo per la fabbricazione di archi, in particolare del celebre Long
Bow, l'arco lungo inglese. Recentemente le Taxaceae sono oggetto
di studi per quanto riguarda le proprietà antitumorali di una
sostanza contenuta nei fusti e nelle foglie: il taxolo.
Podocarpaceae
Famiglia con 17 generi e 170 specie, con alberi alti sino a 60 metri.
I coni somigliano a drupe e raramente a pigne. Sono piante tropicali
e subtropicali, poco frequenti in zone temperate, diffuse soprattutto
nell'emisfero australe. La famiglia si estende a Nord sino al Giappone
e all'America centrale. Alcuni membri della famiglia forniscono legname
pregiato.
Nell'Orto Botanico sono presenti Podocarpus neriifolius e Podocarpuselongata.
Araucariaceae
Famiglia comprendente tre generi diffusi solo nell'emisfero australe,
in America meridionale, Malesia, Australia, Nuova Zelanda e alcune isole
del Pacifico. Si tratta di una delle più antiche famiglie di
"gimnosperme" che aveva un'ampia diffusione nel Giurassico
e nel Cretaceo, tra 200 e 65 milioni di anni fa. All'epoca della massima
diffusione delle Araucariaceae c'era già stata la divisione del
supercontinente Pangea che riuniva tutte le terre emerse. Nelle terre
dell'emisfero settentrionale questa famiglia si estinse all'inizio del
cenozoico per il raffreddamento del clima mentre è sopravvissuta
nell'emisfero meridionale (antico continente Gondwana) che si smembrò
nel corso mesozoico (originando Africa, America meridionale, India,
Australia e Antartide). Per questo motivo attualmente è diffusa
in territori tanto lontani tra di loro caratterizzati da un clima caldo
e temperato-caldo.
Alcune delle specie di questa famiglia forniscono legname da costruzione
molto pregiato. Le Araucarie, come Araucaria araucana, Araucariaheterophylla (il pino di Norfolk) e Araucariabildwillii
sono frequentemente coltivate a scopo ornamentale. Una specie delle
Araucariaceae, Wollemia nobilis, unico rappresentante vivente
del suo genere, è stata recentemente scoperta in Australia (1994),
a 150 Km da Sydney. Nell'Orto Botanico sono presenti Araucariabildwilli, Araucariaheterophylla.
Phylum Gnetophyta
È un gruppo di grande interesse per gli
studiosi dell'evoluzione vegetale, rappresentato nell'Orto Botanico
da Ephedra fragilis. Presentano alcune caratteristiche proprie
delle"gimnosperme", quali i semi non racchiusi da un ovario,
ed altre tipiche delle Angiosperme, come i vasi conduttori che sono
trachee (e non fibrotracheidi) e strutture fiorali intermedie tra questi
due gruppi. il gruppo è composto dalle famiglie Ephedraceae,
Gnetaceae e Welwitschiaceae. Le Ephedraceae sono
composte da un genere e 50 specie circa, in Italia ve ne sono 4, in
Sardegna vi sono Ephedrafragilis Desf. e Ephedradistachya L. che vivono lungo le coste sabbiose e E. nebrodensis
Tin. ex Guss. che vive sulle rupi calcaree in ambienti montani. Le Gnetaceae
sono costituita da un solo genere con circa 40 specie: si tratta di
liane, meno frequentemente alberi o arbusti, diffuse in maggioranza
in zone tropicali. Le Welwitschiaceae sono costituite da una sola specie
che vive nei deserti della Namibia. Questa ha un tronco breve e massiccio
e due enormi foglie nastriformi che vivono per tutta la vita dell'individuo
(anche 2000 anni).
Un fossile vivente può essere definito
come un discendente diretto di un gruppo di organismi che in ere geologiche
passate presentava maggiore variabilità e diffusione. Alcune
attuali forme viventi microscopiche sono simili a forme fossili che
risalgono a 2 miliardi di anni fa. Per i botanici piante come gli Equisetum
(vedi tappa N° 21) sono discendenti dirette della vegetazione dell'era
mesozoica. Due tra i più noti fossili viventi sono presenti all'Orto
Botanico. Si tratta di Ginkgo biloba e Metasequaoia glyptostroboides
(vedi schede). Esemplari fossili di Ginkgo sono stati trovati in rocce
giurassiche risalenti a 150 milioni di anni fa in varie parti del mondo,
a testimoninza della grande diffusione che aveva questo gruppo di gimnosperme
in ere passate. Come in Ginkgo anche la Metasequoia era molto diffusa
nell'emisfero boreale fino all'inizio del terziario (60 milioni di anni
fa).
Un fossile vivente è stato recentemente scoperto (1994) in un
area protetta a 150 Km da Sydney. Si tratta di Wollemia nobilis di cui
sono note ad oggi solo circa 40 esemplari. Questa specie era conosciuta
solamente allo stato fossile e si riteneva estinta da molto tempo. Il
polline che è stato attribuito ad esemplari del genere Wollemia
è stato rinvenuto in Australia e datato tra i 94 e i 30 milioni
di anni fa, diminuendo poi drasticamente nel periodo nel quale in questo
continente si sono contratte drasticamente le foreste tropicali.