Le Phytolaccaceae sono una famiglia comprendente
18 generi e 65 specie, soprattutto erbacee comprendente anche arbusti
e alberi. Sono presenti quasi tutte in regioni tropicali e subtropicali
del continente americano e del Sudafrica. Le specie arboree appartenenti
a questa famiglia presentano accrescimenti secondari anomali del fusto
(vedi sotto). Queste piante contengono sostanze conosciute ed utilizzate
per scopi medicinali ma che sono tossiche ed in alcuni casi velenose.
Il genere più importante è Phytolacca che conta
circa 25 specie. La specie più diffusa da noi è Phytolacca
americana, nota con i nomi di cremesina e uva turca.
Vi sono piante che presentano un accrescimento
secondario del fusto anomalo. La Phytolacca dioica è uno
di questi casi e rientra, con alcune peculiarità, nello schema
detto del floema incluso. In questa specie si forma inizialmente un
cambio normale che produce floema esternamente e xilema internamente.
Esternamente aI floema vi è uno strato di cellule parenchimatiche
che si differenziano producendo un secondo cambio che inizialmente produce
un piccolo numero di strati di parenchima su entrambi i lati e successivamente
inizia a produrre xilema all'interno e floema all'esterno. Due o tre
strati di cellule parenchimatiche più esterne rispetto al floema
formato da questo secondo cambio si forma un terzo cambio che funziona
come il secondo. Il ciclo prosegue così arrivando a produrre
parecchi strati ripetuti di cambio, floema, parenchima e xilema. I cambi
più veccchi piano piano si differenziano completamente in xilema
e scompaiono. Tra l'altro questo meccanismo porta ad un accumulo tra
la corteccia e il floema più esterno di parecchi strati di cellule
parenchimatiche. In un fusto di 8 cm di diametro ci sono circa 18 strati
di cellule parenchimatiche. Si aggiungerà un nuovo strato di
queste cellule, infatti, ad ogni nuovo cambio prodotto. Il vantaggio
di questo tipo di accrescimento potrebbe essere la protezione del floema
dall'attacco degli insetti e di altri animali nocivi dovuta ai molti
strati di legno presenti nel fusto. La presenza di strati parenchimatici,
inoltre, consente alla pianta di accumulare enormi quantitativi di sostanze
di riserva, in particolare acqua.