L'Anfiteatro Romano, che è possibile vedere
dalle roccaglie della biodiversità, può essere considerato
la testimonianza più imponente della presenza romana in Sardegna.
Fu edificato nel periodo imperiale tra la fine del I e l'inizio del
II secolo d.C. E' quasi completamente scavato nella roccia, praticamente
incassato nella vallata e costruito con una tecnica che ha sfruttato
il pendio naturale. La forma è ellissoidale con una lunghezza
di 88,50 per 72,90 metri, la cavea poteva, probabilmente, contenere
10.000 spettatori suddivisi su tre ordini di posti impostati su di un
podium. L'ordine inferiore aveva sei file di gradoni quasi interamente
scavati nella roccia, il mediano era costituito da sette gradoni in
parte scavati nella roccia ed in parte costruiti in muratura, il terzo
ordine, giunto a noi in cattivo stato di conservazione, era costituito
da 6 file di gradoni. Gli anelli formati di gradoni erano interrotti
da file di scalini. L'arena, scavata nella roccia, è lunga 46
metri e larga 21 e vi si accedeva tramite otto porte aperte nel muro
anteriore del podium e collegate ad una galleria per l'accesso di gladiatori,
fiere e personale. Sotto l'arena vi erano le fosse che permettevano
al personale di muoversi e di spostare le macchine sceniche durante
lo spettacolo. Alcuni storici dell'800 affermarono che la capienza dell'anfiteatro
fosse di almeno 20.000 spettatori, ma tali calcoli sono piuttasto difficili
poichè le gradinate sono state in parte smantellate nei secoli
passati per utilizzare i blocchi come materiale da costruzione per edificare,
tra l'altro, le mura pisane e le chiese di San Michele e dei Cappuccini.
Il monumento cadde in rovina durante il Medioevo e solo nella seconda
metà dell'800 Giovanni Spano ne iniziò lo studio. Nel
1888 vi fu un secondo studio di Vincenzo Crispi, ma solamente nel 1940
se ne iniziò il restauro. Il monumento conserva ancora oggi alcune
gallerie, scavate nella roccia e rivestite di mattoni, che servivano
per il passaggio del pubblico, da e per le cave.
Fig. 1 L'Anfiteatro Romano
in sezione ed in pianta . Tavola tratta da Viaggio in Sardegna, di C.A.
La Marmora.