Le palme appartengono ad una famiglia, le Arecaceae,
un tempo nota con il nome di Palmae, che conta 210 generi e circa 2800
specie. Molte delle specie appartenenti a questa famiglia sono utilizzate
dall'uomo per ottenerne molti prodotti non solo per usi alimentari (datteri,
cocco, olio di palma, vino di palma etc.), ma anche per materiali da
costruzione, per intrecciare funi, per scopi ornamentali e per moltissimi
altri usi conosciuti ed apprezzati soprattutto nei luoghi di origine.
Linneo definì le palme "Principes", ad indicare che
esse sono le sovrane del mondo vegetale. Da sempre apprezzate per la
loro bellezza, oltre che per i loro prodotti, molte specie di questa
famiglia sono state introdotte in Europa a scopo ornamentale a partire
dal XIX secolo.
Per i popoli antichi le palme avevano un forte valore simbolico dovuto,
tra l'altro, al fatto che la maggior parte delle specie sono dioiche
(hanno i fiori maschili e femminili su individui diversi) e quindi da
questo punto di vista sono simili agli esseri umani.
Per i popoli della sponda sud del Mediterraneo la palma più importante
è senza dubbio la palma da datteri, che viene coltivata sin da
tempi antichissimi. Gli Assiri già sapevano che la palma da datteri
è una specie dioica e che per ottenere raccolti abbondanti è
necessario "aiutare" l'impollinazione scuotendo delle infiorescenze
maschili in prossimità di quelle femminili. Questa operazione
era effettuata presso questo popolo come parte di un rituale di tipo
religioso. Del resto la palma da datteri nelle culture Mediterranee
è stata legata molto spesso a significati religiosi. Per gli
antichi greci era un simbolo di vittoria perché per Aristotele
il legno di palma era molto tenace in virtù del fatto che non
si piega neanche se sottoposto ai più grandi sforzi. Sin dall'antichità,
inoltre, la palma viene considerata simbolo di pace, basti pensare alla
Domenica delle Palme.
Le palme sono essenzialmente distribuite nelle
zone calde e umide del mondo. I limiti estremi della loro distribuzione
sono i 44° di latitudine Nord in Cina e i 44° di latitudine
Sud nell'Isola di Cheesman in Nuova Zelanda. Come osservato dal Conte
di Kerchove nella sua opera "Le Palme" tutte le specie che
contrassegnano il limite Nord hanno le foglie palmate (Chamaerops, Sabal,
Trachycarpus), mentre le foglie delle piante che contrassegnano il limite
Sud sono tutte pennate (Jubaea, Rhopalostylis, Phoenix etc.).
L'attuale distribuzione delle palme nel mondo dipende da tre fattori:
i mutamenti geologici a partire dal Mesozoico (e l'evoluzione del mondo
vegetale in questo lasso di tempo), la possibilità di diffusione
dei frutti delle palme e le condizioni climatiche.
° L'evoluzione geologica. Nel Cretaceo,
quando era da poco iniziato lo smembramento del continente Gondwana,
le palme si stavano formando. L'allargamento dell'Oceano Atlantico divise
le palme del vecchio mondo da quelle che si trovano in America. Nel
Terziario l'Europa centrale era ricca di Palme, così come erano
presenti in altre zone del globo oggi fredde come la costa nord-occidentale
degli Stati Uniti e l'Isola di Hokkaido in Giappone, o in zone oggi
aride come il Sahara.
° La disseminazione. Le possibilità
di disseminazione delle palme sono in genere abbastanza limitate, perché
i loro frutti sono piuttosto pesanti. Soltanto alcuni (come la palma
da cocco e quella da olio) possono compiere lunghi viaggi galleggiando
sull'acqua.
° Le condizioni climatiche. Le palme
sono legate a climi di tipo tropicale o subtropicale perché non
tollerano temperature inferiori a pochi gradi sotto lo zero, o addirittura
non resistono affatto al gelo. Anche nelle zone intertropicali quindi
la loro diffusione è vincolata dalla quota. In linea generale
le palme non oltrepassano i 2000 m sul livello del mare, con alcune
eccezioni come una specie del genere Ceroxylon che sulle Ande giunge
ai 3800 m.
La famiglia delle Arecaceae presenta il massimo
numero di specie nella zona del bacino del Rio delle Amazzoni e nell'arcipelago
indo-malese. Poche specie vi sono nelle zone tropicali aride di Africa
ed India. In Europa sono presenti solo due specie di palme, la palma
nana (Chamaerops humilis) e Phoenix theophrastii. La prima è
diffusa in Italia, Provenza, Spagna e Portogallo, la seconda cresce
esclusivamente sull'Isola di Creta.
Le palme sono monocotiledoni, questo è
evidente per quanto riguarda numerose loro caratteristiche che le distinguono
dagli "altri alberi".
° Fusto. Il fusto delle monocotiledoni
ha una struttura acactostelica, contrapposta alla struttura eustelica
delle dicotiledoni. La struttura acactostelica è caratterizzata
da numerosi fasci cribro-legnosi sparsi tra la periferia ed il centro
del fusto. Nel fusto inoltre non è presente il cambio, e questo
impedisce l'accrescimento. Le palme, in altre parole, hanno un fusto
che cresce in altezza ma già con le dimensioni definitive per
quanto riguarda la larghezza. Questo è reso possibile da un peculiare
meccanismo di crescita che costituisce un accrescimento primario anomalo.
Sull'apice vegetativo si forma un meristema differenziato che origina
un grande numero di cellule longitudinali e trasversali le quali crescono
e si differenziano. In questo modo l'apice cresce in altezza ma al contempo
anche in larghezza. La massa del tessuto prodotto lateralmente è
talmente abbondante da superare l'apice vegetativo che viene a trovarsi
in un avvallamento (fossetta apicale). In seguito sotto il vertice del
fusto in accrescimento, tra il tessuto interno (corpo) e quello esterno
(tunica) si formerà un ulteriore tessuto in grado di suddividersi
(meristema). Si tratta di un tessuto da cui si differenzieranno altre
cellule comportando un ulteriore ingrossamento. I due procedimenti danno
origine ad un rapido ingrossamento del fusto, un adattamento delle palme
che è unico in tutto il regno vegetale. Di frequente comunque
il fusto è più sottile alla base e raggiunge lo spessore
definitivo solo ad una certa altezza dal suolo.
Nelle Gimnosperme e nelle Angiosperme dicotiledoni
l'accrescimento in spessore del fusto è dovuto alla produzione
di nuove cellule da parte del cambio cribro-vascolare che consiste in
un anello formato da cellule meristematiche, presente sia nel fusto
che nella radice.
I vasi legnosi che trasportano la linfa grezza (acqua e sali minerali)
dalle radici alle foglie si originano dalle cellule della fascia interna
del cambio (xilema o legno).
Il floema o libro, attraverso cui passano i prodotti della fotosintesi
(linfa elaborata), che vengono trasportati dalle foglie alle parti inferiori
della pianta, si differenzia sul lato esterno del cambio.
L'attività del cambio è periodica, varia secondo la stagione
e dipende notevolmente dalla temperatura e dalla disponibilità
di luce, acqua e sali minerali.
L'evidenziarsi o meno degli anelli in un tronco è determinato
dall'andamento stagionale, in quanto per svariati motivi (freddo, siccità
etc.) possono verificarsi interruzioni dell'attività del cambio;
in questo caso, nei climi temperati, tipicamente durante l'autunno-inverno,
vengono prodotti anelli scuri. Alla ripresa vegetativa, nei nostri climi
normalmente durante la primavera-estate, il cambio riprende la sua attività
producendo anelli chiari. Contando gli anelli (quelli chiari o quelli
scuri), si risale all'età della pianta.
Nelle zone equatoriali dove nel corso dell'anno non esistono rilevanti
variazioni climatiche, il cambio ha un accrescimento costante, continuo
e senza interruzioni, in questo caso non è possibile osservare
anelli.
Studiando attentamente la sezione di un tronco, e in particolare l'ampiezza
relativa di anelli scuri e chiari, è possibile ricavare significativi
dati climatici del posto in cui è vissuta la pianta.
Spesso si associa l'idea delle palme con quella
di Oasi nel deserto. In effetti, le Oasi presenti nel deserto Nord africano
sono ricche di Palme da dattero (Phoenix dactylifera), che costituisce
in quegli ambienti la coltura principale. Come già evidenziato,
le zone al mondo più ricche di specie di palme sono le foreste
equatoriali, in particolare il bacino del Rio delle Amazzoni e l'arcipelago
indo-malese. Le palme sono piante che presentano in genere un elevato
consumo di acqua, e la loro presenza nelle oasi dipende unicamente dall'abbondanza
in quei luoghi di questa risorsa alla quale le piante accedono grazie
ad apparati radicali profondi in grado di raggiungere le falde acquifere
superficiali e grazie a complessi sistemi di irrigazione al cui studio
e progettazione si sono applicati, sin dal medioevo, anche grandi matematici
arabi.
Nota: è possibile
confrontare la sezione di un fusto di palma con quella di una "gimnosperma"
sotto il tendone, a fianco della vasca delle piante carnivore.