Le Bromeliaceae sono una famiglia diffusa nelle
regioni tropicali e temperato calde delle Americhe (una specie è
presente anche in Africa). La maggior parte delle specie di questa famiglia
sono epifite (vivono su altre piante) diffuse soprattutto nelle foreste
pluviali montane, anche se alcune specie si ritrovano in ambienti aridi.
A questa famiglia appartengono 51 generi e circa 1250 specie.
Gli adattamenti che consentono a queste specie la vita epifitica sono
descritti di seguito per il genere Tillandsia.
A questa famiglia appartengono l'Ananas (Ananas comosus) e numerose
specie utilizzate a scopo ornamentale in virtù delle bellissime
fioriture. Tra i generi utilizzati a tale fine si ricordano Aechmea,
Bilbergia, Bromelia, Guzmania, Neoregelia, Pitcarnia, Tillandsia, Vriesea.
Genere Tillandsia
Il genere Tillandsia è costituito da circa
450 specie perenni, epifitiche o terrestri, di dimensioni da 1 cm a
3 metri. Lo stelo è corto e più o meno legnoso, pendente.
Vivono nelle boscaglie e nei boschi degli Stati Uniti meridionali, America
centrale e meridionale.
Le foglie intere, spesso squamose, sono da ligulate a strettamente triangolari
o lineari, a volte rastremate in sottili fili, spesso riunite in rosette
e più rade lungo gli steli. Nelle basi delle foglie, spesso dilatate,
si forma una coppa nella quale si raccoglie l'acqua piovana.
Molte specie hanno fiori tubulari o imbutiformi con tre sepali e tre
petali, spesso con lobi terminali espansi ed inseriti in mezzo a brattee
colorate. Fioriscono di giorno in Primavera o in Autunno. I fiori possono
essere solitari o riuniti in infiorescenze a spiga.
I vistosi fiori di queste specie sono impollinati da vari insetti, uccelli
e occasionalmente anche da pipistrelli. I frutti sono delle bacche che
vengono disperse da uccelli o mammiferi.
L'importanza commerciale delle specie di questo genere è legata
agli utilizzi ornamentali, alla produzione di materiale da imbottitura
(da T. usneoides) e (molto limitatamente) da un prodotto medicinale
preparato dalle popolazioni di una zona tra Argentina e Bolivia dai
fiori di T. xiphioides.
Con il termine epifita si indica una pianta che
non ha radici nel terreno, ma che vive su un'altra pianta senza però
trarne sostentamento e in questo si distinguono dalle specie parassite.
Le epifite sfruttano la nicchia ecologica costituita dai tronchi e dalle
fronde di altre piante. Sono diffuse in particolar modo nelle foreste
pluviali tropicali e subtropicali. Nei climi temperati sono più
abbondanti dove le precipitazioni sono più copiose e distribuite
durante l'anno. Da noi le specie epifite più abbondanti sono
licheni, muschi e felci. Nei climi tropicali sono particolarmente diffuse
in America Centrale e Meridionale, dove si trovano la maggior parte
delle Bromeliaceae. Oltre a queste sono circa un trentina le famiglie
che hanno specie epifite, tra le quali le più note sono forse
le Araceae e le Orchidaceae.
Il vantaggio per queste piante è quello di riuscire a sfruttare
la radiazione luminosa che filtra dalla volta della foresta. In particolare
bisogna ricordare che le foreste tropicali sono pluristratificate, con
gli esemplari più alti che possono raggiungere i 60 metri di
altezza. La frazione di energia luminosa che arriva al suolo è
perciò molto bassa. Lo svantaggio dell'habitus epifitico è
invece chiaramente rappresentato dall'impossibilità, per quasi
tutte queste specie, di sfruttare le risorse in acqua e sali minerali
presenti nel suolo. Una situazione che presenta i vantaggi della vita
epifitica senza averne i limiti è quella delle specie rampicanti,
che radicano nel suolo e sfruttano altre piante come sostegno.
Vi sono diversi tipi di adattamenti messi in atto dalle epifite per
vivere nel loro particolare habitat. Come esempio si descrivono quelli
del genere Tillandsia, la cui particolarità è di avere
generalmente poche e sparse radici, che servono principalmente per ancorarsi
al substrato. I nutrienti, ricavati dal pulviscolo atmosferico, e l'umidità
vengono assorbiti attraverso peli discoidali (squame peltate). Ciascuna
squama possiede una parte centrale formata da cellule vive e delle cellule
periferiche morte. Le cellule morte si rigonfiano quando sono bagnate
risucchiando l'acqua all'interno e al di sotto della squama, da dove
viene assorbita all'interno delle foglie dalle cellule centrali vive.
Alcune specie posseggono un "serbatoio centrale" nel quale
l'acqua viene accumulata, altre la assorbono direttamente dalle squame.
La perdita di acqua delle Tillandsie è limitata dall'epidermide
inspessita e dagli stomi infossati.