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Home > Ambienti Minerari della Sardegna > Attività del CCB

  Ambienti Minerari della Sardegna - Attività del CCB
 

 

Progetto realizzato con il contributo di:

IGEA Spa

 

L'attività di ricerca del CCB

Malgrado i depositi di materiali derivati dalle attività estrattive rappresentino un substrato inospitale per la maggior parte delle piante, esiste una flora capace di colonizzare queste superfici e di dare vita a comunità vegetali di vario tipo, le cui caratteristiche dipendono dalla composizione e dalla granulometria dei materiali, così come da fattori microtopografici.
Fin dalla nascita del CCB, presso il Centro sono stati condotti studi geobotanici sugli habitat minerari, analizzando la flora e gli aspetti vegetazionali pionieri che si instaurano sui differenti substrati derivati dalle attività estrattive. Tale linea di ricerca, che deriva da studi avviati ancor prima della formale istituzione del Centro, è stata potenziata a partire dal mese di dicembre del 2003, quando la società IGEA ha finanziato un assegno di ricerca per un progetto dal titolo "Studio geobotanico delle discariche minerarie del Sulcis-Iglesiente". Nel corso degli anni, man mano che attraverso tali ricerche si approfondivano le conoscenze di base, gli studi si sono orientati su aspetti di maggiore interesse applicativo. Questi ultimi si sono attuati attraverso le sperimentazioni in vivaio e in laboratorio sulle tecniche di propagazione delle piante metallo-tolleranti, sui loro limiti di tolleranza e sulle loro capacità di estrarre dal terreno e accumulare nei propri tessuti i metalli tossici (Casti et al., 2005).

 

Nella carta geologica sono indicati i principali siti minerari del Sulcis-Iglesiente su cui sono stati condotti gli studi.

Nella carta geologica sono indicati i principali siti minerari del Sulcis-Iglesiente su cui sono stati condotti gli studi.


La bonifica dei siti contaminati

Le informazioni ricavate attraverso gli studi di base costituiscono un patrimonio di conoscenze indispensabili per una corretta pianificazione degli interventi di recupero e bonifica ambientale, finalizzati a restaurare gli habitat compromessi e le tipologie ecologicamente compatibili con il contesto territoriale.
Con l'avvio delle bonifiche dei siti estrattivi dismessi, il CCB ha iniziato una più stretta collaborazione con IGEA nella realizzazione delle procedure previste dall'attuale normativa, in osservanza delle "Linee Guida per la redazione dei progetti e la realizzazione degli interventi di bonifica e risanamento ambientale delle Aree Minerarie Dismesse", redatte dalla Regione Sardegna come recepimento del D. M. 471/99.
In una prima fase, il personale del Centro ha preso parte al "Comitato Tecnico Scientifico per la Determinazione dei Valori di Fondo Naturale", istituito presso la stessa IGEA, elaborando due documenti: il primo, di carattere generale, in cui si illustravano il ruolo e l'importanza dei vegetali nell'applicazione delle Linee Guida; il secondo, più specifico, che forniva indicazioni metodologiche per lo studio delle relazioni tra vegetali e valori di fondo geochimico per una più efficace applicazione delle stesse Linee Guida.
Con l'avvio dei piani della caratterizzazione delle aree vaste, attualmente in fase di realizzazione per la Valle di Iglesias, Su Suergiu (Villasalto), Masua (Iglesias), Sos Enattos (Lula) e Funtana Raminosa (Gadoni), l'attività del CCB ha riguardato specifiche consulenze sulle peculiarità floristiche e vegetazionali dei territori interessati, sull'impatto delle attività minerarie sulla componente floristico-vegetazionale e sulle più opportune misure da adottare per il risanamento e il recupero ambientale, promuovendo l'adozione delle tecniche dell''Ingegneria Naturalistica.


 


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Studi Cartografici >>

Collaborazioni e Bibliografia >>

 

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Scarica Le Schede della Flora >>

Scarica pubblicazione: Analisi multitemporale del paesaggio del distretto minerario di Monteponi (Sardegna sud-occidentale) >>

Scarica pubblicazione: The vegetation of mining dumps in SW-Sardinia >>

Scarica pubblicazione: La flora del distretto minerario di Montevecchio (Sardegna sud-occidentale) >>

Scarica pubblicazione: Analisi della vegetazione del distretto minerario di Montevecchio (Sardegna sud-occidentale) >>

 

 

Links esterni:

Il sito di IGEA S.p.A.

Altri siti sulle miniere della Sardegna

Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna

Sardegnaminiere.it

Minieredisardegna.it

Sardegne, esperienze turistiche locali - miniere

Museo dell'arte mineraria di Iglesias

Centro Italiano della Cultura del Carbone

 

   

 

Le discariche minerarie sono particolarmente diffuse nel Sulcis-Iglesiente. La foto, scattata presso Monte Scorra (Iglesias), offre un esempio di come spesso questi cumuli di materiali interrompano le formazioni vegetali naturali o seminaturali lungo interi versanti.
Le discariche minerarie
 
Gli scavi a cielo aperto sono presenti sui versanti e sulle cime di numerosi rilievi. Nella foto, che mostra il sito estrattivo di Cungiaus, presso Monteponi, appare evidente come in molti casi la morfologia della collina sia stata profondamente trasformata dagli sfruttamenti minerari.
 
Gli scavi a cielo aperto
 
Le discariche di sterili si presentano spesso come vaste pietraie, ricoperte da una vegetazione rada o del tutto assente. L'instabilità del substrato contribuisce fortemente, insieme alla presenza di sostanze inquinanti, a rendere estremamente difficile lo sviluppo della copertura vegetale e l'evoluzione del suolo.
Le discariche di sterili
 
I "Fanghi Rossi" di Monteponi sono prodotti di scarto di trattamenti industriali di produzione dello zinco. Il loro tenore in questo e altri metalli è molto elevato e la fine granulometria di questi materiali ne facilita la dispersione attraverso le acque e l'atmosfera.
I "Fanghi Rossi"
 
Le sostanze inquinanti che vengono dilavate dalle discariche minerarie sono trasportate dai corsi d'acqua a grande distanza dai luoghi di origine. Nella foto si può vedere come presso la spiaggia di Piscinas (Arbus) l'omonimo Rio trasporti fino al mare, dai centri minerari di Montevecchio e Ingurtosu, ossidi ferrosi e altri metalli, che in parte si depositano a formare uno strato color ruggine sui limi e le pietre del letto del torrente.
Le sostanze inquinanti
 
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