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Home > Conservazione ex situ della biodiversità vegetale del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, inquadramento area studio

  Progetto Molentargius- Saline, introduzione
 


Conservazione ex situ della biodiversità vegetale del Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline

 

Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline - Via La Palma - Edificio Sali Scelti – 09129 Cagliari
Telefono 070 379191 - Fax 070 37919300
Mail info@molentargius.net

 

Inquadramento dell'area di studio

La ricchezza in specie si deve alla varietà di habitat presenti, con la contemporanea presenza di bacini di acqua sia dolce sia salata separati dalla piana di Is Arenas. Le zone ad acqua dolce sono costituite dagli stagni del Bellarosa Minore e Perdalonga nati come vasche di espansione delle acque meteoriche.

Le zone ad acqua salata comprendono l'ex sistema produttivo delle Saline di Cagliari costituito dai bacini del Bellarosa Maggiore o Molentargius (vasca di prima evaporazione), dallo Stagno di Quartu (vasche di II e III evaporazione), dalle altre vasche salanti (saline di Cagliari) e dal Perda Bianca (ex bacino di raccolta delle acque madri).

Nel corso degli ultimi decenni la consapevolezza dell'importanza della salvaguardia di questa area è cresciuta e con essa i vincoli di carattere internazionale, nazionale e regionale che sono stati posti per la sua tutela, prima dalla Convenzione di Ramsar (DPR 448/1976; DPR 184/1987), successivamente con il Decreto dell'Assessore regionale della pubblica istruzione del 12 gennaio 1979, n. 7. che inquadra l'area nel primo Piano Territoriale Paesistico della Regione Sardegna "Molentargius - Monte Urpinu" denominando la predetta zona "C1 - conservativa naturale e sistema".

A quest'ultima, fa seguito la Legge n. 431 del 8 agosto 1985 (Legge Galasso) recante disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale mentre con la Legge Regionale del 7 giugno 1989, n. 31, si ha l'inserimento dello Stagno del Molentargius tra le aree protette della Sardegna.

Ai sensi della Direttiva CEE n. 409 del 1979 (Direttiva Uccelli) lo Stagno del Molentargius è una Zona di Protezione Speciale (ZPS), mentre grazie alla Direttiva n. 92/43/CEE (Direttiva Habitat) detta area è stata proposta tra i Siti di Importanza Comunitaria per la Sardegna (SIC) (ITB 040022) entrando automaticamente a far parte della Rete Natura 2000, sottoposta quindi alle indicazioni della Direttiva in termini di tutela e gestione.

La Legge Regionale del 26 febbraio 1999, n. 5 istituisce il Parco Naturale Regionale del "Molentargius- Saline", affidando all'Ente Parco la responsabilità della conservazione e della valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali e della loro fruizione.

L'Ente è incaricato, inoltre, della riqualificazione ecologica degli insediamenti, della promozione della ricerca scientifica e della didattica ambientale, nonché dello sviluppo delle attività economiche compatibili, in primo luogo di quelle connesse con la produzione del sale, ma anche agricole, zootecniche, artigianali e turistiche.

Anche se il Parco esiste ufficialmente da 8 anni bisogna però rilevare che solo recentemente (2006) è stata resa operativa una struttura dotata di mezzi, personale ed un direttore.

A questi riconoscimenti internazionali, nazionali e regionali dell'importanza del sito, soprattutto per quanto riguarda la biodiversità animale, non sempre ha corrisposto un adeguato rispetto da parte della popolazione locale ed attualmente il Molentargius presenta il triste spettacolo dato dalle tante discariche e costruzioni abusive presenti sul suo territorio.

Altra problematica che si trova ad affrontare il giovane Ente Parco è quella della regolazione del delicato equilibrio di questo ecosistema, dovuto a molteplici fattori, tra i quali si possono citare il livello delle acque nelle saline, il funzionamento dell'ecosistema filtro, la tenuta di argini talvolta vecchi e bisognosi di continua manutenzione.

Allo scopo di tutelare la componente botanica di questo delicato ecosistema, l'Ente del Parco Regionale del Molentargius-Saline ha stipulato una convenzione con il Centro Conservazione Biodiversità (CCB) per la conservazione ex situ delle entità vegetali più rare e/o maggiormente minacciate. Oltre a queste, sono state selezionate alcune specie che, anche se non si possono ascrivere alle categorie precedenti, sono importanti al fine di eventuali futuri interventi di ripristino ambientale.

Da questa collaborazione ci si attende, inoltre, di migliorare le conoscenze relative alla diversità vegetale e all'autoecologia delle singole specie, premessa indispensabile anche per programmare una gestione efficace degli habitat del Parco.

Qualsiasi progetto volto alla protezione, tutela e salvaguardia dell'ambiente e delle sue risorse non può prescindere da un'attenta conoscenza di tutte le sue componenti ambientali costitutive. Per cui, nell'ambito del presente, si è proceduto per gradi che hanno visto nella ricerca bibliografica la base di partenza per la redazione ed elaborazione del progetto.

La ricerca delle informazioni sia di carattere generale che specifico, è stata condotta mediante la consultazione sia di documenti cartacei sia mediante visione di siti web dedicati.

 

 

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Paesaggio a Salicornia Patula
Salicornieti a Salicornia patula
 
Gruppo di lavoro
 
Gruppo di lavoro
 
Vecchia rotaia delle Saline
Argine e antica strada ferrata delle saline
 
Paesaggio
Stagno di Molentargius e sullo sfondo Cagliari
 
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